Cinque storie, quattro linguaggi, quarant'anni e due continenti. I ragazzini vincono sempre, senza che nessun adulto venga a salvarli. E ogni volta il conto si paga allo stesso modo.*
Nella seconda stagione di *Stranger Things* c'è un uomo che lavora in un negozio di elettrodomestici. Si chiama Bob Newby, è il fidanzato della madre di Will, ed è l'unico adulto gentile della serie. A un certo punto i ragazzini gli mettono davanti un disegno pieno di segni che nessuno riesce a leggere. Lui lo guarda, capisce che è una mappa di Hawkins, e poi chiede: «E cosa c'è sulla X? Un tesoro dei pirati?».
A fare Bob Newby è Sean Astin. Che nel 1985 era Mikey, il ragazzino de *I Goonies* che in soffitta trova una mappa e sotto la spiaggia di casa sua trova un galeone.
Tre episodi dopo quella battuta, Bob non c'è più.
Matt Duffer ha raccontato che sapeva benissimo cosa stava facendo: «Lo so che per questa i critici me la faranno pagare, ma non m'importa, dovevo farla. Si è presentata da sola, era troppo facile». I due fratelli, prima di *Stranger Things*, avevano provato a portare al cinema proprio *It*, e non gliel'avevano lasciato fare. Hanno fatto la serie invece. E King se n'è accorto in due giorni: appena uscita la prima stagione ha scritto che guardare *Stranger Things* è come guardare i suoi più grandi successi, e che lo diceva in senso buono.
Ma il punto non è chi ha copiato chi.
Il punto è che sono cinque storie in cui dei ragazzini vincono davvero, senza che nessun adulto venga a salvarli — e in cui, subito dopo aver vinto, succede sempre la stessa cosa.
## I. I Goonies — la grotta si chiude

Astoria, Oregon. Una fila di case in fondo alla strada: il Goon Docks. Quelle case sono già state comprate — il circolo di golf vuole allargare il campo, e alle famiglie resta un giorno per firmare e andarsene.
In soffitta, fra le cose già imballate, Mikey trova una mappa. Un tesoro vero, di un pirata vero, sotto la loro stessa spiaggia. Da lì è tutta discesa: cunicoli, trappole fatte con le ossa, e in fondo un galeone intero. L'unico adulto dalla loro parte è un gigante tenuto incatenato in una cantina.
E vincono. I gioielli finiscono nel sacchetto delle biglie di Mikey, e quel sacchetto paga le case. Il quartiere resta dov'è.
Ma la grotta si chiude, e la nave di Willy esce in mare aperto da sola. Quello che hanno visto là sotto non potranno più farlo vedere a nessuno. Il film finisce con una vittoria che non lascia una sola prova.
## II. It — i chilometri
Sotto una città del Maine c'è una cosa che si sveglia ogni ventisette anni e si porta via i bambini. Gli adulti di Derry non la vedono: non perché siano stupidi, ma perché la città li ha allenati a non guardare.
Sette ragazzini che a scuola non se la passano bene si chiamano da soli il Club dei Perdenti. Nell'estate del 1958 scendono nelle fogne e vincono. Poi si legano con un giuramento: torneranno, se dovesse risvegliarsi ancora.
Crescono, e uno alla volta se ne vanno da Derry. E mentre se ne vanno, dimenticano. Dimenticano tutto: le facce, i nomi, l'estate intera. King non lo lascia sottinteso, lo scrive come una cosa fisica — più chilometri fai, meno ti resta.
Uno solo non parte. Si chiama Mike Hanlon, fa il bibliotecario, e il suo lavoro è ricordare per sette.
Ventisette anni dopo Mike li richiama uno per uno. Sei dicono di sì. Il settimo riattacca e quella notte non c'è più: ha scelto lui. Non per paura della cosa: per non doversela ricordare di nuovo. Gli altri vincono un'altra volta, e appena finito i ricordi ricominciano a sbiadire. Questa volta non tornano più.
## III. La città incantata — il nome all'ingresso

Il terzo caso rompe lo schema, perché qui la banda è una persona sola.
Chihiro ha dieci anni. La famiglia trasloca, il padre sbaglia strada, e di là da un tunnel c'è un parco divertimenti abbandonato. I genitori trovano un banco pieno di cibo caldo di nessuno, si mettono a mangiare, e diventano due maiali.
Chihiro resta sola e fa l'unica cosa che le viene in mente: chiede lavoro. Gliene danno uno. E la strega che comanda le terme, in cambio, si prende il suo nome. Da quel momento si chiama Sen.
Non è una punizione: è il contratto. Lì dentro il nome l'hanno perso tutti. Miyazaki non ha bisogno di una metafora, lo dice e basta — per avere un posto, si lascia il nome all'ingresso.
Alla fine Chihiro si riprende i genitori, a una condizione sola: qualunque cosa succeda, non voltarti indietro. Non si volta. I genitori risalgono in macchina e non ricordano niente. Nemmeno di essere stati via. Nemmeno di essere stati maiali.
## IV. Paper Girls — l'alba che si richiude

Il quarto è un fumetto americano, e comincia alle quattro del mattino del giorno dopo Halloween. Un sobborgo dell'Ohio, 1988. Quattro ragazzine di dodici anni consegnano i giornali in bicicletta: Erin, Mac, KJ e Tiffany.
Quella mattina finiscono in mezzo a una guerra fra viaggiatori nel tempo, e qualcuno le spedisce nel 2016.
Lì Erin incontra Erin. Quarant'anni, la stessa casa di sempre, una vita che non è andata come doveva andare. E non va bene: le ragazzine giudicano la donna che sono diventate, e la trovano antipatica. C'è anche una cosa che nel 2016 nessuno dice loro — una di loro, lì, è morta da più di vent'anni.
Trenta numeri dopo la guerra finisce, e qualcuno le rimanda a casa. All'alba del primo novembre, stessa strada, borse dei giornali ancora piene. E la notte che si richiude dietro di loro come se non fosse mai successa.
Rimontano in sella e finiscono il giro.
## V. Stranger Things — il tavolo vuoto
L'ultima l'avete vista tutti, ed è l'unica durata abbastanza da cambiare i suoi attori mentre la giravano.
Comincia nel 1983, in uno scantinato dell'Indiana, con quattro ragazzini alla decima ora di una partita a Dungeons & Dragons. Biciclette, walkie-talkie, un amico sparito, e una bambina con i poteri. Il mostro ha il nome di un mostro di Dungeons & Dragons, la città è costruita sopra Derry, e quelle biciclette sono le biciclette dei Goonies.
Ma c'è una cosa che qui non è citata: succede.
Gli attori sono cresciuti davvero, sullo schermo, mentre la serie andava avanti. Fra la terza stagione e la quarta passano pochi mesi nella storia e tre anni nella vita di chi recita. I ragazzini erano diventati ragazzi, e allora la serie se l'è scritto dentro: nella quarta stagione il gruppo dello scantinato non esiste più. Mike e Will stanno in California, Dustin gioca con altri, Lucas si è messo con quelli del basket. Quando arriva il mostro nuovo, il gruppo si era già sciolto da solo. Non per un litigio: perché sono passati tre anni.
Nell'ultima stagione si ritrovano. Come a Derry: tornano, vincono un'altra volta, e poi finisce. Nel frattempo erano diventati adulti.
## Vincono tutti
I Goonies tengono il quartiere. Il Club dei Perdenti chiude i conti con la cosa. Chihiro si riprende i genitori. Le Paper Girls tornano a casa. I ragazzi di Hawkins salvano Hawkins. E non li aiuta nessun adulto.
Questa è la parte che ricordano tutti: gli adulti non vedono, i bambini sì.
Adesso guardate cosa succede dopo. La grotta dei Goonies si chiude e non resta niente da mostrare. I Perdenti escono da Derry e si dimenticano perfino le facce. Chihiro può tornare solo se non si volta. Erin, a quarant'anni, di quella notte non ha niente. E il tavolo dello scantinato resta vuoto.
Vincono tutti. E il prezzo della vittoria è dimenticare.
Allora gli adulti di queste cinque storie non sono ciechi. Sono il Club dei Perdenti, dopo. Hanno vinto anche loro, hanno visto anche loro; poi sono usciti dalla città, hanno trovato un lavoro, e quello che avevano visto si è staccato da solo, un chilometro alla volta. Non è che non credono ai ragazzini: è che hanno già pagato il conto, e non si ricordano più per cosa.
## Perché la scrivono in due paesi diversi
Resta una domanda. Perché questa storia la scrivono in America e in Giappone, per quarant'anni, senza mettersi d'accordo?
Nel 1986, mentre King sta scrivendo Derry, Miyazaki fa uscire un film su due ragazzini che trovano un'isola volante e la distruggono per salvarsi. *Il castello nel cielo* esce in Giappone il 2 agosto 1986. *It* esce negli Stati Uniti il 15 settembre dello stesso anno. Sei settimane, dall'altra parte del mondo, e i due non si erano mai sentiti.
Non è influenza. È la stessa condizione.
L'America e il Giappone del dopoguerra hanno costruito la stessa infanzia: periferie tutte uguali, scuola per tutti, e un genitore dentro un'azienda. E hanno prodotto la stessa cosa — un pomeriggio in cui i bambini erano irraggiungibili.
Poi quel pomeriggio è finito.
Guardate allora che lavoro fanno gli adulti di queste storie. Derry addestra a non guardare. La strega dà un posto e si prende il nome. Non hanno perso la meraviglia: hanno smesso di essere gente a cui succedono le cose. *Dimenticare*, in queste cinque storie, è il nome che si dà a questa procedura.
E per questo la scrivono ancora. *Paper Girls* è del 2015, *Stranger Things* del 2016, la serie su Derry del 2025. E sono tutte ambientate nel passato. Non è nostalgia per un decennio: è nostalgia per essere irreperibili.
È l'uomo del negozio di elettrodomestici che guarda una mappa e dice: un tesoro dei pirati? Senza sapere perché gli è venuto in mente.
## Quello che resta
In tutte e cinque le storie c'è un personaggio solo che si ricorda tutto. È quello che non se n'è mai andato.
Mike Hanlon, il bibliotecario di Derry. Ventisette anni a tenere in ordine la cosa peggiore che gli sia mai capitata, aspettando il telefono. Gli altri sei, in quei ventisette anni, hanno avuto una vita.
Anche voi ne avete avuta una, di quelle estati. Un pomeriggio in cui nessuno sapeva dove foste, e si tornava quando faceva buio.
Provate a dire quando è finita. Non il giorno: l'anno.
Non ve lo ricordate. E non è perché non contasse.
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Le cinque opere di questo percorso si trovano raccolte qui: **[Hanno vinto, e hanno dimenticato](https://komorebidb.com/percorso/8)**.
[I Goonies](https://komorebidb.com/opera/i-goonies-4222) · [It](https://komorebidb.com/opera/it-62129) · [La città incantata](https://komorebidb.com/opera/la-citta-incantata-655) · [Paper Girls](https://komorebidb.com/opera/paper-girls-62118) · [Stranger Things](https://komorebidb.com/opera/stranger-things-295)