Libro · 2016 · Baschiera Stefano Baschiera
Nel suo periodo d'oro, dalla fine degli anni '50 all'inizio degli anni '80, il cinema horror italiano si caratterizzava per un eccesso di gore, violenza e trame spesso incoerenti. Film su zombie, cannibali e assassini psicopatici garantivano un'abbondanza di polemiche, e il genere presenta un apparente nexus poco promettente di film per un'analisi critica sostenuta. Tuttavia, il cinema horror italiano, con tutte le sue variazioni, sottogeneri e filoni, rimane una delle produzioni di genere più riconoscibili e iconiche in Europa, raggiungendo uno status di culto a livello mondiale. Una delle manifestazioni di un ricco panorama produttivo nel cinema popolare italiano dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'horror italiano si caratterizzava anche per l'imitazione di modelli stranieri e la dimensione transnazionale dei suoi accordi di produzione, così come per le sue location e star internazionali. Questa raccolta riunisce per la prima volta una serie di contributi mirati a una nuova comprensione del genere, indagando le diverse fasi della sua storia, le peculiarità del sistema produttivo, il lavoro dei suoi registi più rappresentativi (Mario Bava e Dario Argento) e il ruolo più ampio che ha svolto all'interno della cultura popolare.
Opere che il catalogo Komorebi riconosce vicine a Italian Horror Cinema per atmosfera, non per genere — anche attraversando libri, fumetti, film e serie.
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