Libro · 2012 · Jean de La Fontaine
Edizione arricchita (Prefazione, note, note complementari, cronologia e bibliografia) Le Favole occupano un posto singolare nella nostra memoria: per il ricordo che abbiamo di queste poesie davanti alle quali siamo rimasti bambini, ma anche per la grazia di tanti versi diventati proverbiali e che la nostra parola quotidiana fa rinascere. E tutto sembra come se un corrispondenza segreta si mantenesse di secolo in secolo tra queste Favole e l'identità del nostro paese come della nostra lingua. La prima raccolta appare nel 1668, e la seconda dieci anni dopo. Il successo è immenso e le poesie, allora, appartengono pienamente al loro tempo: la Francia del regno di Luigi XIV. Ma il mistero del loro potere è di emanciparsi molto rapidamente da questo ambiente immediato, di illuminare le nostre realtà successive, di unire in modo sempre splendente il particolare e l'universale. In questa “commedia a cento atti diversi, / E di cui la scena è l'Universo”, il testo si sottrae a qualsiasi significato definitivo. Ma La Fontaine, a ogni pagina, ci convince che la poesia, ai suoi occhi, rimane strumento di conoscenza: esiste una bellezza del sapere - e non smettiamo di ritrovarla in lui. Edizione di Jean-Charles Darmon e Sabine Gruffat.
Opere che il catalogo Komorebi riconosce vicine a Fables per atmosfera, non per genere — anche attraversando libri, fumetti, film e serie.
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