Libro · 2005 · Howard D. Weinbrot
Nonostante la lunga storia della satira menippea, dall'antichità fino all'era moderna in Europa e fino ai giorni nostri, il genere ha spesso resistito a una definizione precisa ed ha suscitato controversie critiche. In quest'opera magistrale, Howard D. Weinbrot offre un nuovo e lucido resoconto di questa complessa categoria letteraria. Sostiene che, a seguito dei critici del ventesimo secolo, in particolare Frye e Bakhtin, la satira menippea è stata troppo ampiamente associata a "idee filosofiche" espresse in voci o lingue dialogiche. Propone invece un insieme di criteri più rigorosi ma ancora fluidi che incorporano diversi elementi chiave: l'uso di periodi storici, voci, lingue o generi vari che sfidano un'ortodossia minacciosa; un esito che sia di fallimento e rinnovata rabbia del satirico o di resistenza senza contro-ortodossia; e l'uso di uno o più dei vari dispositivi retorici identificati. Esplora quindi in dettaglio come questi elementi della satira menippea si combinano e operano nelle letterature della Roma classica e della Francia e dell'Inghilterra moderna, considerando testi principali di Varro, Petronio, Luciano, Swift, Boileau, Pope e Richardson.
Opere che il catalogo Komorebi riconosce vicine a Menippean Satire Reconsidered per atmosfera, non per genere — anche attraversando libri, fumetti, film e serie.
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