Libro · 1993 · Bruce Mazlish
Dallo Frankenstein di Mary Shelley ai film attuali come Il Terminator che trattano di androidi minacciosi, gli scrittori hanno espresso preoccupazione riguardo al fatto che computer e creazioni biogenetiche possano prendere il sopravvento o alterare la vita umana. In questo libro avvincente e vivace, Bruce Mazlish discute il complesso rapporto tra esseri umani e macchine, riflettendo sulle implicazioni di un’umanità che diventa sempre più meccanica (i nostri corpi sempre più collegati a parti artificiali) e di robot programmati per pensare. Mazlish sostiene che, proprio come Copernico, Darwin e Freud hanno rovesciato le nostre illusioni di separazione e dominio sul cosmo, il mondo animale e l’inconscio, è ora necessario rinunciare a una quarta fallacia o discontinuità: quella secondo cui gli esseri umani sono discontinui e distinti dalle macchine che creano. Attraendo dalla storia e dalla leggenda, dalla scienza e dalla fantascienza, Mazlish esamina come eventi e individui abbiano plasmato i modi in cui gli esseri umani si relazionano con le macchine. Descrive i primi automatismi greci e cinesi (precursori del robot); discute il dibattito del XVII secolo su ciò che veniva chiamato "macchina animale"; mostra come la Rivoluzione Industriale abbia creato una civiltà veramente meccanica; analizza ciò che pensatori come Cartesio, Linnaeus, Darwin, Freud, Pavlov, Charles Babbage, T.H. Huxley e Samuel Butler hanno contribuito alla nostra comprensione della natura umana in contrasto con quella animale o meccanica; e infine esamina le rivoluzioni moderne nelle biogenetiche e nelle scienze informatiche e cerebrali che hanno avvicinato gli esseri umani e le macchine come mai prima d'ora. Mazlish sostiene in modo provocatorio che la natura umana è meglio compresa nel contesto delle macchine e degli strumenti che abbiamo creato e che gli esseri umani e le nostre creazioni—robot computerizzati—evolveranno alla fine in due nuove specie che coesisteranno in una relazione simbiotica.
Opere che il catalogo Komorebi riconosce vicine a The Fourth Discontinuity per atmosfera, non per genere — anche attraversando libri, fumetti, film e serie.
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