Libro · 1986 · George Steiner
Il professor Steiner affronta il dibattito tra il decostruzionismo - la tendenza "anarchica" a supporre che "non ci siano procedure decisionali razionali o falsificabili tra una moltitudine di interpretazioni diverse" della letteratura - e la tradizione consolidata della critica liberale, che interpreta per consenso, buon senso e "un pragmatismo robusto e fecondo". Sostiene che se gli atti di lettura e di giudizio estetico devono tornare a essere responsabili nei confronti del mistero vitale della letteratura e delle arti, devono trascendere il mero linguistico e pratico, e che il primo passo di questo processo è verso l'etico, verso una "cortesia del cuore, non decorosa o civile, ma interiore e morale". Il secondo passo, e radicale, è verso le implicazioni teologiche dei concetti di significato e di comprensione; sono questi, sostiene il professor Steiner, che gran parte dell'estetica e dell'epistemologia moderne hanno cercato di nascondere.
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