Libro · 1854 · Athenaeus (of Naucratis.)
L'autore de I Deipnosofisti era un egiziano, nato a Naucratis, una città sul lato sinistro della bocca canopica del Nilo. L'epoca in cui visse è un po' incerta, ma la sua opera, almeno la parte finale, deve essere stata scritta dopo la morte di Ulpiano, il giurista, avvenuta nel 228 d.C. Ateneo sembra essere stato pervaso da un grande amore per la conoscenza, nella ricerca della quale si dedicò a una lettura estremamente ampia e variegata; e il valore principale della sua opera è che, grazie alle sue abbondanti citazioni, ci conserva ampi frammenti dei poeti antichi, che altrimenti sarebbero andati perduti. Ci sono anche un paio di estratti curiosi e interessanti in prosa; come, ad esempio, il racconto della gigantesca nave costruita da Tolomeo Filopatore, estratto da un'opera perduta di Callisseno di Rodi. L'opera inizia, in imitazione del Fedone di Platone, con un dialogo, in cui Ateneo e Timocrate sostituiscono Fedone ed Echecrate. Il primo racconta al suo amico la conversazione avvenuta a un banchetto tenuto a casa di Laurentius, un nobile romano, tra alcuni degli ospiti, i più noti dei quali sono Galeno e Ulpiano. Ateneo era anche autore di un libro intitolato Sui re di Siria, di cui non ci è pervenuto alcun frammento.
Opere che il catalogo Komorebi riconosce vicine a The Deipnosophists, Or, Banquet of the Learned of Athenaeus per atmosfera, non per genere — anche attraversando libri, fumetti, film e serie.
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