Libro · 2002 · Michel Chaouli
Portando alla luce un incontro inaspettato tra le scienze naturali e la teoria della poesia alla fine del diciottesimo secolo, questo libro sostiene che alcune delle innovazioni più audaci e durature del romanticismo devono la loro forma e sostanza al soggetto della chimica. Focalizzandosi sul lavoro di Friedrich Schlegel (1772–1829), Il laboratorio della poesia dimostra in quale misura la poetica romantica, nella sua lingua e nei suoi concetti, si basa sulla chimica del suo tempo. Questo argomento rivede la nostra comprensione del periodo, poiché, piuttosto che considerare il romanticismo come un approccio ostile verso la scienza, ora possiamo vedere come esso abbracci concetti scientifici fondamentali (per esempio, l'esperimento, l'elemento e il metodo combinatorio). Poiché il nostro stesso momento storico continua a essere debitorio nei confronti del romanticismo, tale cambiamento di comprensione invita a ripensare le nostre idee sull'interrelazione tra letteratura, filosofia e scienza. La chimica attorno al 1800 era una scienza in ebollizione, situata tra la chimica moderna e l'alchimia, tra una visione meccanicistica e una organica del mondo. Nei suoi concetti e nelle sue immagini, come dimostra Michel Chaouli, Schlegel trovò i mezzi per immaginare la produzione e la ricezione di artefatti verbali in modi completamente nuovi. In letture ravvicinate finemente dettagliate, Chaouli ci mostra Schlegel sviluppare e praticare una forma di scrittura altamente sperimentale in cui gli elementi del linguaggio—parole, sillabe, lettere, segni grafici—sono soggetti a "forze che dividono e mescolano eternamente." Questa idea, così meccanica nelle sue combinazioni, rappresenta un netto distacco dalla tradizionale concezione dell'opera d'arte romantica come organismo. Piuttosto, la chimica apre uno spazio tra l'organico e il meccanico—uno spazio che si rivela altamente produttivo per una nuova teoria della letteratura. Riconsiderando Schlegel in questa luce, Chaouli mostra come il chimico possa essere anche inteso come un contributo alla storia e alla teoria dei media: registra il contatto inquietante tra i desideri umani e i sistemi non umani di archiviazione, l'intersezione di intenzioni e sentimenti con sistemi materiali come il linguaggio e la scrittura—la stessa intersezione che ci interessa e ci coinvolge nella letteratura.
Opere che il catalogo Komorebi riconosce vicine a The Laboratory of Poetry per atmosfera, non per genere — anche attraversando libri, fumetti, film e serie.
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