Libro · 2003 · James Moor
Nel 1950 Alan Turing (1912-1954) pubblicò il suo famoso articolo, "Macchine di calcolo e intelligenza" nella rivista Mind. Questo articolo è senza dubbio il più influente e il più letto nell'ambito della filosofia dell'intelligenza artificiale. Infatti, gran parte del dibattito nella filosofia dell'intelligenza artificiale negli ultimi cinquanta anni riguarda questioni sollevate e discusse da Turing. Il genio di Turing non risiedeva solo nello sviluppo della teoria della calcolabilità, ma anche nella comprensione dell'impatto, sia pratico che filosofico, che le macchine di calcolo avrebbero avuto. Turing credeva che i computer, se progettati ed educati correttamente, potessero mostrare comportamenti intelligenti, persino comportamenti indistinguibili da quelli umani. La sua visione della possibilità dell'intelligenza delle macchine è stata altamente ispiratrice e estremamente controversa. In questo articolo classico, Turing presentò il suo noto gioco dell'imitazione e prevedette che intorno all'anno 2000 "un interrogatore medio non avrebbe più del 70% di possibilità di fare l'identificazione corretta dopo cinque minuti di domande" nel gioco dell'imitazione. Basandosi sui risultati del concorso Loebner 2000 e sui successi nel campo dell'IA, per quanto impressionanti, la previsione di Turing rimane non realizzata.
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